L’edificio del Convento di Santa Maria al Prato a Radda in Chianti risale al Settecento, quando l’oratorio romanico esistente fu affidato a una comunità di religiosi, che si occuparono della ristrutturazione e della costruzione della struttura adiacente l’attuale chiesa, oltre alla creazione del porticato a fronte di quest’ultima.
Il toponimo “Santa Maria” ha origini antiche, l’edifico sacro è ricordato sin dall’inizio del IX secolo quale meta di pellegrinaggio in venerazione di un’immagine della Vergine, ritenuta miracolosa.Successivamente fu posto sotto le dipendenze della chiesa di San Niccolò a Radda come oratorio mariano. Al suo interno è tutt’oggi presente un’opera di Neri di Bicci, datata 1474, e raffigurante la Madonna con Bambino tra i Santi Niccolò, Giovanni Battista, Maria Maddalena e Antonio Abate.
Nel Settecento, per interessamento di vari prelati e in particolare del vescovo di Fiesole, si pensò di portare nel cuore del Chianti una comunità di religiosi, progetto concretizzatosi nel 1708 con la donazione del luogo ai Padri Riformati dell’ordine dei Frati Minori da parte della comunità di Radda in Chianti. La prima pietra del convento fu posta l’8 settembre dello stesso anno, i disegni e la responsabilità della progettazione e costruzione furono affidati a fra’ Salvatore Siracusa, coadiuvato da fra’ Camillo di Corsignano. Dopo due anni parte del convento era già abitabile, ma il completamento dell’intera struttura fu portato a termine dopo alcuni decenni.
Il Convento era circondato dall’area dell’orto dei frati ed era presente, a sinistra dell’ingresso, un percorso di via Crucis, oggi occupato dalle residenze private costruite alcuni decenni fa. All’interno della struttura era presente al piano terreno il refettorio e la stanza del fuoco comune, ai piani superiori le celle che ospitavano i frati.
Nel 1773 il Convento fu visitato dal granduca Pietro Leopoldo, come ricorda la targa in marmo tutt’oggi presente nel chiostro dell’edificio.
La comunità religiosa subì le soppressioni attuate prima dal Governo francese nel 1808 e poi revocata nel 1815, successivamente nel 1866 da parte del Governo italiano, l’immobile divenne così bene demaniale. In seguito a diversi passaggi di proprietà, nel 1935 il complesso di Santa Maria al Prato fu acquistato dalla Provincia Toscana delle Sacre Stimmate dell’Ordine dei Frati Minori, i religiosi vi rimasero fino al 1974, quando, ridotti oramai ad un esiguo numero, si trasferirono presso altra sede.
Nel 1996 il Consorzio Vino Chianti Classico e la Fondazione per la Tutela del Territorio del Chianti Classico Onlus hanno acquistato l’immobile già notificato al Ministero dei Beni Culturali quale immobile avente valore culturale, mentre alla Misericordia di Radda in Chianti fu invece attribuita la chiesa che tutt’oggi gestisce.
Nel 2003 la Fondazione per la Tutela del Territorio del Chianti Classico ha curato direttamente la ristrutturazione, occupandosi anche del reperimento delle risorse economiche necessarie.
Il restauro è stato eseguito nel pieno rispetto dell’originaria struttura, della disposizione degli spazi e del loro utilizzo, oggi pertanto i suggestivi ambienti del settecentesco Convento ospitano diverse aree dedicate alla promozione del territorio chiantigiano e di tutte le sue espressioni, produttive, artistiche e culturali.